Gelata Aprile 2017

Il freddo che scalda i cuori

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In molte zone del Nord Italia le scorse notti verrano purtroppo ricordate per gli estesi danni subiti da molti vigneti a causa di gelate fuori stagione.

Non mancano gli articoli, i post e i commenti diffusi soprattutto sui social network dai viticoltori, primi testimoni e vittime di questi sfortunati eventi, seguiti naturalmente anche dalla solidarietà e dalla vicinanza di altrettanti viticoltori e appassionati di vino.

L’effetto di questo repentino abbassamento di temperature, soprattutto la notte, è stata acuita dalla concomitanza di un anticipo di stagione che ha portato a un germogliamento precoce: nell’ultimo mese era apparso evidente come i nuovi tralci si trovassero già in uno stadio avanzato di crescita, arrivando anche ad accennare la futura fioritura.

Non è facile fare in questo momento una stima dei danni e servirà del tempo per capire appieno la portata dell’evento; in Piemonte, secondo Gianluca Morino di Cascina Garitina, si parla di percentuali variabili di ettari vitati colpiti che, a seconda della zona, passano dal 5% al 15%, arrivando potenzialmente anche a percentuali purtroppo ben più alte, intorno al 50%.

Gravi danni da gelate nei vigneti in giro per il Piemonte. È stata una notte che ricorderemo a lungo.Gianluca Morino

Anche in territorio veneto il freddo si è fatto sentire, eccome. Ad esempio, sulla sponda est del lago di Garda, nel pieno della denominazione Bardolino. Alessio Bigagnoli (Azienda Agricola Bigagnoli) ci racconta come i danni siano variabili, con i vigneti in collina, più alti, che praticamente non hanno subito danni, mentre le zone più pianeggianti e basse sono tutte gelate; la percentuale colpita della denominazione dovrebbe essere abbastanza alta. Anche alcuni vigneti coltivati a pergola, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, hanno subito danni ingenti, così come alcuni vigneti coltivati a guyot.

La paura è che nei prossimi giorni tornino altre gelate che rischiano di radere al suolo il poco rimasto… adesso cerchiamo di salvare il salvabile.Alessio Bigagnoli

È in momenti come questi che la passione per il vino, ma anche il rispetto e la comprensione per il lavoro altrui, ci fa avvicinare, con il pensiero e il cuore, a quei vignaioli che condividono i sacrifici e il loro indissolubile e irrinunciabile legame con la Natura, capace di essere tanto generosa quanto imprevedibile.

Oltre alla speranza che i danni, variabili non solo da regione a regione, ma da zona a zona, per differenze di altitudine, esposizione e relativo microclima, possano essere il minore possibile, dovrebbe essere d’obbligo una riflessione.

Spesso infatti si parla di come la qualità possa fare la differenza all’interno del vasto panorama vitivinicolo italiano, frammentato ma assolutamente variegato, in cui anche il prezzo costituisce una variabile di scelta determinante nell’acquisto.

Ebbene, la qualità ma anche il lavoro e i sacrifici che molti vignaioli devono sostenere e affrontare, sovente determinano anche dei costi sul prodotto finale che a molti possono apparire ingiustificati. Possono ma non dovrebbero. Ed è anche in momenti come questi, in cui emerge il valore di quei sacrifici e di quelle sfide intraprese ogni giorno, che dovrebbe apparire elementare e consequenziale il motivo per il quale certi ragionamenti e pregiudizi non hanno ragion d’essere, senza bisogno di superflue spiegazioni.

Siamo e restiamo vicini con il cuore a tutti i vignaioli colpiti dal freddo di questi giorni.
#staystrong

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