Quattro sfumature di vino naturale

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Martedì 9 Giugno, presso “The Westin Palace” di Milano, si è tenuto un interessante incontro organizzato da AIS Milano.
Ospiti della serata, di fronte a una nutrita platea di Sommelier e appassionati, quattro produttori, ma forse sarebbe meglio parlare di amanti, di vino naturale: Emidio Pepe, Elena Pantaleoni (La Stoppa), Alessandro Dettori (Tenute Dettori) e Nino Barraco. Tutti interessati a voler condividere le lore idee, le loro esperienze, i loro vini, grazie all’abile direzione di Samuel Cogliati (@samuelcogliati).

Se consideriamo l’interpretazione della filosofia, dei valori, del metodo e degli obiettivi, in vigna e in cantina, quello che emerge come punto in comune di questi quattro produttori è la passione, la volontà di superare gli schemi e di produrre qualcosa di davvero naturale, autentico, quasi a voler riuscire a tradurre non solo l’espressione di un territorio (terroir direbbero i cugini d’Oltralpe) ma anche a trasmettere, attraverso il vino, quello che è il sentimento di chi le vigne le accudisce.
Gli otto vini in degustazione (due per ciascun produttore) non sono altro che la traduzione di questa passione insita nel loro lavoro.


La Stoppa

L’esperienza ci ha insegnato che questa zona può esprimere poche cose ma veramente interessanti, con personalità. Perché fare diversamente?Elena Pantaleoni –

Il fatto che la zona del Piacentino non sia rinomata per vini di grande qualità, ha aiutato nel non avere grandi tentazioni a sperimentare, mantenendosi più saldamente alla tradizione. Inizialmente, all’arrivo della famiglia Pantaleoni nel 1996, erano presenti molti vitigni (Pinot Nero, Tocai, Sauvignon, Grenache, Chardonnay, tra gli altri) che sono stati espiantati in quello stesso anno per far spazio a vitigni con più respiro locale, in modo da garantire un’identità univoca all’azienda.

Ageno 2011 (Emilia Bianco IGT)
Un vino che risente dell’influenza dei suoi tre vitigni (Malvasia, Trebbiano e Ortrugo) e della particolare macerazione per 4 mesi in acciaio di queste uve bianche, con un risultato di immediata opulenza aromatica. La prima annata in commercio è stata quella del 2002.

Vigna del Volta 2008 (Emilia Malvasia Passito IGT)
L’appassimento delle uve di questa splendida malvasia avviene al Sole, all’aperto, per un periodo che va dai 5 a i 15 giorni, seguito da una pressatura non soffice, in modo da permettere l’estrazione anche di tannini che però non sono mai aggressivi.
La bevibilità è straordinaria, accompagnata da una forte carica espressiva, come d’altronde la verve che ne scaturisce.


Nino Barraco

Il vino è qualcosa che si fa con le mani.Nino Barraco –

La caratteristica peculiare dell’azienda Barraco è insita nelle sue piccolissime dimensioni e nella dedizione del produttore alle fondamentali pratiche agronomiche ed enologiche.
Nino inizia la sua avventura nel mondo vitivinicolo quando si accorge che nei vini che era solito assaggiare nel suo territorio non riconosceva i vitigni, il terroir; è quindi un’esigenza che viene da dentro, a dimostrazione che il territorio sino ad allora non era rispecchiato fedelmente nei vini prodotti.
Nel corso degli anni sono stati fatti molti passi avanti, frutti dell’esperienza, sempre con un occhio all’originalità, alla ricerca delle “note dissonanti” che portano a una bellezza completa del vino, mostrandone il carattere.

Catarratto 2013
Frutto di quella che è stata la decima vendemmia di Nino, ottenuto dopo 5 giorni di macerazione con rimontaggi e senza l’utilizzo di legno (come accade per gli altri vini dell’azienda), questo vino appare subito nitido al naso e coordinato in bocca, specchio del vitigno e del suo carattere, ma anche frutto di quella che è stata un’annata eccezionale che ha richiesto pochissimi trattamenti.

Zibibbo 2012
La prima vinificazione di questo Zibibbo secco, davvero particolare, risale al 2005 ed è stato il primo, in questa particolare versione secca, a essere prodotto in provincia di Trapani; proviene da un vigneto che ha oggi 15 anni. Il vino rispecchia molto le caratteristiche proprie del vitigno: l’aromaticità è elegante, non solo al naso ma anche in bocca, con una pulizia aromatica dal punto di vista gustativo abbinata a un’acidità non eccessiva e a un profumo accogliente.


Tenute Dettori

Serve buon senso agricolo: capire come e quando si deve fare un lavoro, e gli effetti che produrrà.Alessandro Dettori –

In Sardegna tutti i vigneti storici sono sorti attorno al mare, anche per poter usufruire della vicinanza alle zone portuali. Le Tenute Dettori non fanno eccezione a questa regola e l’utilizzo della coltivazione ad alberello rappresenta qui la continuazione di quella che è una tradizione autentica sarda.
La Sardegna si è sempre prestata all’utilizzo di questo sistema di allevamento in riferimento a questioni climatiche, non solo per fronteggiare il vento ma anche per far fronte a situazioni idriche contingenti.
È stato quindi assolutamente normale per Nino rispettare la tradizione, utilizzando esclusivamente l’alberello nelle proprie vigne.

Dettori Bianco 2013
Il carattere originale e autentico viene percepito immediatamente al naso in questo vino che proviene da uve Vermentino raccolte in cassetta, poi diraspate ma non pigiate. Si passa successivamente alla fase di macerazione (in questo caso durata 4 giorni) in vasche di cemento, procedendo poi a svinatura e macerazione in vasche più piccole, concludendo con una malolattica durante la primavera del secondo anno. Tutto questo si traduce in un vino non filtratoopulento in bocca, aromaticamente molto ricco.

Tenores 2010
Colpisce subito il colore scarico, indice di una Cannonau autentico, dotato di pienezza in bocca e di una giusta e contro-bilanciata sensazione di psuedo-dolcezza.


Emidio Pepe

Il vino deve essere trattato come un essere vivente.Sofia Pepe –

Il ’64 è l’anno della svolta con l’imbottigliamento di Montepulciano e Trebbiano d’Abruzzo, i due vini prodotti da sempre, a cui si è aggiunto, 10 anni fa, un piccolo vigneto coltivato a Pecorino.
Ogni varietà di uva viene vinificata a sè, ciascuna in una vasca dedicata. Dai vigneti più antichi provengono qui i vini migliori, realizzati con la particolarità di attrezzature interamente in legno.

Al fine di capire meglio il contributo e l’intervento dei lieviti indigeni, utilizzati durante la fermentazione, sono stati condotti degli interessanti studi universitari direttamente in azienda.

Trebbiano d’Abruzzo 2013
Una fragranza che sorprende, solitamente presente in Trebbiani che godono di più tempo di evoluzione, per un annata, quella del 2013, che ha goduto di grande equilibrio.
I profumi poi dimostrano una complessità e una intensità che deriva direttamente dall’età delle vigne. L’acidità è prorompente e per l’annata in degustazione (2013), buona parte del vino prodotto è stata destinata alla riserva, a riprova del notevole equilibrio sperimentato, con una malolattica in bottiglia che permette, attraverso lo sviluppo di anidride carbonica, una maggior capacità di conservazione del vino.

Montepulciano 2011
Una delle particolarità di questo vino di Emidio Pepe è la diraspatura a mano, insieme alla fermentazione dell’uva che avviene con la propria buccia. Le follature sono manuali e non avvengono rimontaggi. Il 2011 è stata un’annata molto calda e questo vino dimostra morbidezza, compostezza al naso e un tannino levigato in bocca.




  • Grosjean
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